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04 MAGGIO 2026

Il documento Cosmed inviato alla Commissione Affari COstituzionali del Senato

Il passaggio di risorse dalla dirigenza al comparto merita la mobilitazione di tutta la dirigenza

La sedicente “riforma della Pubblica Amministrazione” contenuta nel Disegno di legge “Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performances del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni” oltre a discutibili scorciatoie nei riguardi dell’obbligo del concorso (esplicitamente previsto dalla Costituzione) per l’accesso, sferra un pesante attacco alle prerogative contrattuali della Dirigenza e prevede espressamente un passaggio automatico di risorse dalla Dirigenza al personale non dirigente.

Infatti l’articolo 3 comma 1 lettera b dopo aver stabilito che la massima valutazione può essere riconosciuta a non più del 30% del personale dirigente e un altro 20% può ottenere una valutazione “eccellente” stabilisce che “le economie derivanti dalla riduzione della retribuzione legata alla performance del personale dirigenziale, sono destinate all’incremento delle risorse per la retribuzione della performances del personale non dirigenziale in deroga all’articolo 23 comma 2 del Dlgs 25 maggio 2017 n.75". In pratica si riducono i fondi della Dirigenza per implementare quelli del comparto, limitando la retribuzione legata della performance al 50% dei Dirigenti e riversando le economie che ne derivano sul comparto. Si tratta di un attacco inaudito all’autonomia contrattuale della Dirigenza e ai contratti di lavoro delle Aree Dirigenziali. Non avendo avuto il coraggio di superare il tetto previsto dalla Legge 75 che persiste dal 2017 pur essendo una disposizione transitoria, si saccheggiano le risorse della Dirigenza per implementare i fondi dei comparti non dirigenziali. Incomprensibile il richiamo a una contrattazione integrativa evidentemente vincolata dalla norma legislativa. Si scardina la contrattazione con una permeabilità delle risorse, ma solo dalla Dirigenza al comparto e non viceversa. Il principio violato giustifica una mobilitazione di tutta la Dirigenza.

Si tratta di un’iniziativa senza precedenti che si può definire “eversiva” in quanto manomette le più elementari norme della contrattualistica vigente con una inaccettabile ingerenza politica nei confronti della contrattazione. Inoltre la norma rischia di paralizzare la contrattazione e, come evidenziato dagli esperti del settore, di svuotare progressivamente i fondi della Dirigenza tagliando proprio quel salario accessorio che si vuole valorizzare. Questa iniziativa infine è sicuramente dannosa perché innesca un’assurda competizione interna sui luoghi di lavoro tra dirigenti e dipendenti che non può che peggiorare il clima e la serenità del lavoro nelle amministrazioni.

Il Disegno di legge è già stato votato alla Camera lo scorso 28 gennaio 2026 e Cosmed chiede il ritiro di ogni ipotesi di passaggi impropri di risorse a danno della Dirigenza e di ogni ingerenza sulla autonoma contrattazione delle aree Dirigenziali segnalando che non mancheranno in caso di approvazione forti iniziative sindacali e inevitabili contenziosi.

Giorgio Cavallero
Segretario Generale Cosmed 

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